CULTURA

Una prima definizione venne data da Cicerone, che la qualificò come cultura animi, ossia la capacità dell’individuo di coltivare la vita dello spirito e dell’anima per espandere le proprie capacità. In epoca moderna Jung mise l’accento sul fatto che la vita psichica dell’uomo si è notevolmente inaridita, perdendo il contatto con i grandi miti dell’antichità e con le idee archetipiche universali. La scuola di Francoforte, diretta da Adorno e Horckheimer, ha denunciato dal canto suo i limiti del razionalismo illuminista e i pericoli insiti nell’industria culturale (editoria, TV, stampa, mezzi di “comunicazione” di massa). Il rischio è che la collettività venga sedotta da interessi privati che le sono fondamentalmente estranei, smarrendo la propria libertà di coscienza. Il filosofo Karlfried Dürckheim ha insistito infine sulla necessità che l’individuo ricuperi l’esperienza del proprio Essere essenziale (il nucleo profondo dell’individuo di origine divina), indispensabile per la maturazione psicologica e spirituale della collettività.

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