
Luciano Jolly nasce
a Genova in una famiglia operaia. Suo padre, tintore, è parigino.
Sua madre, genovese, fa la stiratrice: entrambi sono illetterati. Bambino,
vive sotto i bombardamenti navali e aerei della seconda guerra mondiale.
Conosce la città incendiata, le distruzioni, le bombe che fischiano
a poca distanza dalla sua casa a Sampierdarena e San Fruttuoso. Il padre,
alcolista e apolitico, viene dichiarato “nemico della patria”
dal regime fascista perché francese, e rinchiuso in campo d’internamento.
La famiglia rimane senza salario, ospite di una zia. Quando i bombardamenti
si fanno insostenibili, emigra con la mamma nel basso Piemonte, dove
per sopravvivere fa la vita del contadino.
Poi, alla fine della guerra, partecipa all’entusiasmo popolare
per la Liberazione: si crede nella nascita di una società giusta,
senza violenza.
Per mancanza di soldi non può seguire gli studi letterari che
costituiscono la sua passione: a cinque anni, non sapendo ancora scrivere,
aveva formulato il pensiero di diventare uno scrittore.
Dai diciotto anni in poi esercita molti mestieri: scaricatore, venditore,
contabile, montatore di ascensori, operaio punzonatore, disegnatore,
aiuto macchinista nelle ferrovie, redattore di una rivista tecnica.
Lavora in acciaieria prima di fare l’insegnante in una scuola
privata. Per tre anni presta servizio al consolato di Cuba. Con l’aiuto
della sua compagna di allora, cui è dedicata la prima pubblicazione,
si laurea in Lettere lavorando 10 ore al giorno. Nel 1967 e ’68
partecipa al movimento studentesco genovese.
Entra nella scuola di stato come precario, tentando di applicarvi, per
vent’anni, i metodi di scuola attiva di Don Milani. Nel 1973 pubblica
il primo racconto presso Einaudi.
A seguito di una terapia personale impara i metodi della Bioenergetica
e della Gestalt. Una malattia gli fa compiere l’esperienza della
pre-morte. Lascia la scuola e vive per 7 anni in Francia, dove riceve
una formazione in numerose tecniche psicoterapeutiche. Al suo ritorno
si stabilisce a Cuneo, dove trova l’ambiente ideale per esercitare
la libera professione e scrivere saggi, poesie, romanzi e racconti.
I suoi interessi culturali sono ormai indirizzati in due direzioni:
giustizia sociale e ricerca spirituale.

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