ALBERO DELLA SCRITTURA

Oggi scrivere è dare un senso all’apparente caos del mondo. Per compiere questa operazione l’aspirante scrittore deve essere in grado, préalablement, di dare un significato alla propria esistenza. Non trovando il bandolo della propria matassa, non può indicare ai suoi lettori i modi per la loro liberazione.
A questo punto interviene l’albero della scrittura, con la potenza del simbolo che l’albero stesso rappresenta.
L’uomo è un essere simbolico. Sulla sua superficie appaiono potentemente i simboli di tutto ciò che egli contiene: organi, timori, caratteristiche interiori. Anche l’albero è un simbolo: come l’uomo ha le radici nella terra e tende verso l’alto. Ha una linfa e respira.
Le radici dell’uomo sono nella terra. È fatto di materia come la terra. Da tutto ciò che è fisico gli derivano le sensazioni, le impressioni e le emozioni più immediate. E quando viene al mondo, non nasce solo: porta con sé i segreti della Terra e del Cielo. Alla nascita non è una tabula rasa: lo accompagnano la parte più antica della sua anima, la nebulosa dell’inconscio e gli archetipi universali che lo pongono in relazione con il cosmo. Quando nasce soffre e provoca sofferenza. La determinazione con cui lotta durante il parto, è la garanzia che userà la stessa decisione per dare una risposta ai problemi incontrati nel corso della sua esistenza. Nascere è un cambiamento, un avvenimento simbolico: l’esistenza successiva non sarà che una serie ininterrotta di trasformazioni. Nascere è anche avere l’intuizione della morte.
L’aspirante scrittore, come il dio Giano, si trova a operare su due fronti. Uno interno, ricco di conquiste, impulsi, dissidi, contraddizioni, mentre fuori c’è il mondo storico caotico, organizzato secondo leggi che sono in gran parte occultate.
Il primo compito dell’aspirante scrittore è di sollevare il velo che ricopre tutti i misteri, determinati nel tempo e nello spazio dell’esistenza privata e sociale. Egli è come un pesce nato in acqua torbida. Il suo operare consisterà nel purificare le acque in cui nuota; quelle del mondo esterno, ma soprattutto le acque interiori, che per l’uomo moderno sono particolarmente melmose.
Nel vivere sperimenta il proprio corpo, luogo di tutte le sconfitte e di tutte le vittorie. Se non si accontenta di vivere in superficie, scenderà nel proprio nucleo profondo, quello che la maggior parte degli esseri umani ha paura di conoscere, temendo di trovarvi qualche nefandezza nascosta, ma evitando così di trovarvi i propri gioielli interiori.
L’artista che arriva sulla cima dell’albero simbolico, è quello che ha avuto il coraggio della divina Persefone, che discese negli inferi per ritornare sulla Terra a portarvi la primavera. Nello schema dell’albero simbolico, le radici dell’individuo sono rappresentate dalle tre voci: influenze karmiche, inconscio, vicende neonatali. Ogni scrittore, per dare un significato pieno alla propria opera, dovrebbe avere confidenza con tutte e tre.
Un elemento centrale dello schema arboreo è la parola: esperienze. È indicata al plurale, perché è bene che le esperienze compiute da un artista siano le più vaste possibili. Lo scrittore riesce a interpretare gli uomini soltanto se ha vissuto le speranze, i dolori, le debolezze e le vergogne di tutti loro. Nulla gli è estraneo. Non è un essere intangibile: viene toccato da tutto ciò che accade nel mondo. In questo senso lo scrittore è un uomo collettivo: riassume in sé le sofferenze ed i sogni di tutta la specie umana.
Procedendo sulla via della vita, lo scrittore stesso diventa un albero: dà ossigeno ai suoi lettori, fa circolare una nuova linfa nella letteratura, comunica il modo di mettere radici e di elevarsi come un albero verso il Cielo.
In fondo alla sua ricerca scopre che esiste l’Indicibile. Ha conosciuto i limiti della parola, e proprio per questo diventa capace di aprirsi alla Parola. Di fronte al mistero della vita non indica le risposte, ma è abile nel porre le giuste domande. Sa esprimersi con il silenzio, la pausa, il non-detto. Sopra di lui c’è un Lettore universale, che interpreta rettamente tutti i segni che lo scrittore traccia sulla carta.

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